1. Walter Marchisio inaugura l'azienda Wamar

  2. L'azienda produce gallette per l’esercito

  3. Le difficoltà fanno chiudere lo stabilimento torinese

  4. L'azienda chiude definitivamente

Wamar

Nel 1922 Walter Marchisio inaugura negli stabilimenti di corso Vigevano 48, già sede del cotonificio Hoffmann, il biscottificio Wamar, felice acronimo del suo nome e cognome. La produzione si concentra su wafer, biscotti secchi di vario genere, tra cui gli Oswego, frollini di vario genere oltre al noto “biscotto della salute”, antesignano delle fette biscottate.

Nel corso degli anni trenta l’azienda incrementa notevolmente la produzione: nello stabilimento, che si estende su un’area di 23.000 metri quadrati, sono sfornati quotidianamente 500 quintali di biscotti. Nel complesso produttivo trovano spazio anche una sala di medicazione, un refettorio e un’area dove le giovani operaie possono allattare i propri figli.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale la Wamar è dichiarata fabbrica ausiliaria e, oltre alla produzione tradizionale, affianca quella di gallette per l’esercito. I bombardamenti alleati danneggiano sensibilmente lo stabilimento e l’attività è quasi del tutto interrotta. Riprende a pieno ritmo solo a metà degli anni cinquanta e nel 1961, quando si contano 645 lavoratori, si allarga anche alla produzione di panettoni, pandori e colombe pasquali.

Il declino inizia con gli anni settanta e nel 1980, quando i lavoratori sono solo più 300, la sede torinese chiude. Le lavorazioni sono trasferite a Buccino, in provincia di Caserta, come ultimo tentativo di ripresa, che non impedirà, però, la chiusura definiva dell’azienda nel 1991.

Attualmente l’edificio che comprendeva la stabilimento produttivo di corso Vigevano ospita al suo interno piccole imprese artigianali, commerciali e di servizi.

Riferimenti bibliografici

MuseoTorino