1. Nasce a Torino la Società anonima calzificio torinese

  2. Davide Vitale, amministratore delegato, e Giuseppe Lattes, direttore operativo, sono costretti dalle leggi razziali a lasciare l'azienda

  3. L’azienda cambia il nome in Maglificio calzificio torinese

  4. Nasce il logo Robe di Kappa

  5. Dopo una lunga crisi, il Maglificio fallisce e viene rilevato, con i suoi marchi, dal gruppo BasicNet

Robe di Kappa

Le origini: un calzificio di successo

Il 12 novembre 1916 nasce a Torino la Società anonima calzificio torinese, rivolta alla produzione di calze di cotone. Tra i soci fondatori vi sono la famiglia di banchieri Donn, le famiglie di imprenditori tessili di Alessandria Vitale e Sacerdote e l’avvocato Michelangelo Bersanico. L’azienda si installa nei locali di un piccolo calzificio lungo il fiume Dora, in corso Regio Parco.

Già dai primi tempi di attività si presenta in crescita costante, nonostante i difficili anni di guerra e del dopoguerra. Grazie ai costanti successi lo stabilimento è ampliato e, nel 1928, le 400 operaie impiegate nella produzione sono in grado di realizzare 660 dozzine di calze al giorno, perlopiù destinate all’esportazione.

La crisi finanziaria del 1929 porta al fallimento la banca Donn e al conseguente rallentamento della produzione e delle vendite del calzificio.

Nel 1938 Davide Vitale è nominato amministratore delegato e Giuseppe Lattes direttore operativo dello stabilimento: la loro abile guida consente una ripresa rapida dell’azienda. Il 1938 è però l’anno dell’emanazione delle leggi razziali. Sia Vitale sia Lattes sono di origine ebraica, rimangono informalmente ai loro posti, ma, con l’avvio delle deportazioni a partire dall’autunno del 1943, sono costretti a nascondersi e a lasciare l’azienda.

Nel frattempo i bombardamenti del 13 luglio 1943 avevano distrutto completamente lo stabilimento di corso Regio Parco; i macchinari erano stati trasferiti in locali messi a disposizione da un industriale di Gattinara, mentre la direzione aveva trovato sede presso i locali della Saves.

Marchi di fama internazionale

Appena terminata la guerra è costruito un nuovo stabilimento poco distante dal precedente, tra i corsi Regio Parco e Brescia e le vie Padova e Foggia. Nel 1955 l’azienda cambia il nome in Maglificio calzificio torinese e diversifica notevolmente le proprie attività, pur proseguendo con la produzione di calze, che viene interrotta nel 1973 per dare maggior spazio alla maglieria.

Negli anni successivi, grazie soprattutto all’iniziativa di Maurizio Vitale, figlio di Davide, l’impresa assume respiro internazionale, concentrandosi sulla produzione di abbigliamento sportivo con i marchi Beatrix (costumi da bagno) e Robe di Kappa. In particolare il secondo conquista un pubblico molto ampio di giovani. È il 1968 e due giovani modelli, seduti schiena contro schiena, rappresentano l’ispirazione per un’immagine che evoca libertà, indipendenza ed emancipazione.

L’idea è dello stesso Maurizio Vitale che sarà l’ideatore di campagne pubblicitarie innovative e disinibite, come quella legata al marchio Jesus jeans con lo slogan “Chi mi ama, mi segua”. Il nome del marchio Robe di Kappa risale invece all’epoca tra le due guerre quando l’azienda aveva escogitato un’astuzia per far dimenticare una partita fallata di calze. Come ricorda Marco Boglione, attuale proprietario del marchio: «Avevano timbrato le calze con la lettera K per dare l’idea che fossero state controllate da una società tedesca che avrebbe poi timbrato con l’iniziale di ‘Kontroll’».

BasicNet

Nonostante il grande successo dei marchi e dei prodotti, il Maglificio entra in progressiva crisi e fallisce nel 1994. È rilevato dalla Football Sport Merchandise, oggi gruppo BasicNet, la società di Marco Boglione, che controlla, fra gli altri, i marchi Robe di Kappa, Jesus jeans, Superga e K-Way. BasicNet, la cui sede si trova dove sorgeva lo stabilimento ricostruito dopo la guerra, non svolge attività diretta nella fabbricazione dei prodotti, che è affidata a soggetti terzi, ma partecipa alla supervisione e all’ottimizzazione del ciclo di produzione.

Riferimenti bibliografici

BasicNet

MuseoTorino

Paolo Griseri, Superga, tela e gomma in marcia. “Ora in America e presto in Cina”, in «la Repubblica», 27 marzo 2017